Le cose che sappiamo Le cose che sappiamo sono custodite sul lungofiume a ognuno il suo indifferentemente e nei torrenti dove si resta nell’acqua coi vestiti bagnati le caviglie arrotolate dalla piena. In quei luoghi è rimasta la vita precedente vicino agli istanti, ai piedi nudi e alle parole seminate. Da qualche parte, mentre la piena incalza e trasporta fino a che finisce il fiume e compare la piana ritorna...
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Una poesia tratta dal libro La Colonizzazione invisibile, Arcipelago itaca. XXXVII. Immaginazione Se la luna restasse ferma a mezzogiorno potrei essere incarnazione del creato rifiorire ogni ora dai ritorni ripensarti come un satiro bifronte. Se la musica del vento sentisse tutto il vuoto delle scatole parlanti genererebbe correnti planetarie interconnessioni indotte tra i vivi e i fili tra sangue, respiri e fibre ottiche fino a tornare pangea, placca, primordio. Ma...
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Anna Maria Curci, come si genera la scintilla della poesia? Mi piace pensare alla celebre metafora di Friedrich Schiller che apre il suo Inno alla gioia, chiamata “bella scintilla degli dei”. Ecco, la poesia nasce, come una scintilla, da un attrito tra slancio (sogno, visione, desiderio) e urto (“le cose così come sono”, tutto ciò che accade, il dato determinato storicamente), che assume gradi diversi di intensità nella tensione...
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