LA COLONIZZAZIONE INVISIBILE di Sonia Ciuffetelli

LA COLONIZZAZIONE INVISIBILE di Sonia Ciuffetelli

Gioca con una voce, con un servitore lucido che sa di lui come non sa di sé. È importante e gli piace perché è lui a dirgli il dove, il quando e lo interpella per gli usi. Il baricentro non si modifica fino a che detiene il comando.
Ero dall’altra parte della parete imbottita, ma lo vedevo.
Non so come, si svegliò in una zona franca e non c’erano i suoi, non li trovò. Però c’era ogni cosa. Il braccio a disposizione era sempre meno meccanico e la voce sempre meno metallica. Si distese e qualcosa gli fece fumare una sigaretta senza bruciare i cuscini. Ora è abituato, sta nella nuova vita dove il fuoco non arde e non si appiccano gli incendi. Ha un ricordo inconsapevole che si manifesta quando cerca la mano forse di sua moglie, quando la lingua si arresta in un punto che non sa ritrovare, sul dire, sul bordo del parlato. Quando nella camminata si ferma un istinto, forse di seguire un ritmo che non ritrova e il passo si sfoca.
A tratti crede di sentire degli odori poi si distrae e non sa. Vorrei chiamarlo ma non mi sente.
Magari andrà meglio in un altro momento, in uno spazio diverso,quando l’imbottitura della parete si guasterà e sarà bianco il buio.